sabato 12 luglio 2008

Configuratore 2.0: Oltre la punta del nostro naso...

Nell'era del Web 2.0 e dell'Enterprise 2.0, non posso resistere alla tentazione di reinterpretare anche il "configuratore" secondo lo stesso paradigma: la collaborazione con gli utenti.

Si tratta di "allargare" i nostri orizzonti, passare da una visione di tipo "short-sight" ad una "long-sight".
Ora, pensando al configuratore come ad uno strumento "product-centered", avete lo stesso punto di vista del passero nella foto. Anche indossando gli occhiali, la sua visione si limita ad un "orizzonte di prossimità" (short-sight).

Invece, vi invito a seguirmi in un processo di rivisitazione del concetto di "configurazione".
Provate ad immaginare un configuratore "user-centered".
Se state pensando che lo scopo di un configuratore sia "configurare un prodotto", vi state sbagliando di grosso: il vero scopo è dare "risposta" ad una "domanda", e la configurazione del prodotto è la logica conseguenza.
Ciò che fa un configuratore è dialogare col vostro cliente.
E' il cliente ad essere al centro dell'attenzione, i suoi desideri, non il vostro prodotto.

Solo i configuratori tecnici si devono preoccupare esclusivamente del prodotto. I configuratori commerciali, invece, devono dedicare tutta la loro attenzione alle richieste del cliente (esattamente come farebbe un buon venditore).

"Dialogare" con il cliente significa anche ascoltare, raccogliere le richieste del cliente o dell'utente del nostro configuratore.
E' l'utente a guidare il vostro configuratore (e non sempre l'utente è il cliente stesso, può essere un agente, un rivenditore o un collaboratore), il vero protagonista.
Se avete un configuratore, e l'avete pensato partendo dal prodotto, probabilmente non stà lavorando come vi sareste aspettati.
Come capire se il configuratore è pensato sul prodotto e non sugli utenti?
Semplice, se gli utenti trovano il configuratore troppo complesso, allora è stato pensato "attorno" al prodotto.

Se avete pensato il configuratore attorno al vostro target di utenza, allora avete compiuto il primo passo verso il duepuntozero. Ma siamo sollo all'inizio.
Pensate se gli utenti del vostro configuratore potessero commentare e "taggare" le loro configurazioni, condividendole con altri utenti. Voi scoprireste diversi punti di vista del vostro prodotto, ed i vostri utenti avrebbero a disposizione tutta una serie di soluzioni già sperimentate (risposte alle loro domande).

Si tratta prorpio di avvicinare il configuratore commerciale al concetto di community. Oserei quasi dire che il concetto di configuratore sembra nascere proprio per servire "comunità di pratica". Gruppi di persone (esperte e meno esperte) che hanno gli stessi interessi di pratica (solitamente Funzionari Tecnico-Commerciali) e che vedono nel configuratore un valido strumento di risoluzione di problematiche ben definite ed un insostituibile sistema di accrescimento culturale.

Se un vostro Funzionario Tecnico-Commerciale particolarmente ingegnoso dovesse adottare una particolare configurazione per la risoluzione di una problematica sottopostagli da un cliente, pensate non sabebbe felice di mostrare ad altri il proprio operato? E pensate che i suoi colleghi non sarebbero felici di scoprire che esiste una soluzione per quel determinato problema?

Condivisione e valorizzazione delle soluzioni di configurazione sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano il Configuratore 2.0.
E' fuori dubbio che il configuratore vi aiuti a ridistribuire il know-how (tecnico e commerciale) alla vostra rete di utilizzatori, ma fino ad ora non vi eravate mai neppure chiesti se potesse in qualche modo contribuire anche alla crescita ed all'innovazione.
La risposta è sì, può farlo se lo sposate alla filosofia del Web 2.0.

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