giovedì 10 luglio 2008

Configuratore Commerciale: le 6 regole d'oro

Il Configuratore Commerciale è lo strumento che utilizziamo come ausilio alla vendita.
Un configuratore commerciale deve supportare la rete vendita o il cliente.
Troviamo configuratori commerciali un po' ovunque nella grande distribuzione, sui totem informativi ma soprattutto su internet.

Se state pensando di investire in un configuratore commerciale, allora tenete presente alcune regole che mi sono state dettate dall'esperienza.

  1. Chiarite gli obiettivi: Sembra un consiglio inutile, vero? Concordo, ma non sottovalutatelo. Provate a mettere nero su bianco cosa vi aspettate dal configuratore. Es.: "Produrre un preventivo completo di tutte le informazioni commerciali (prezzo, sconto, trasporto, montaggio). Inviare il preventivo all'ufficio commerciale ed al cliente via e-mail..... (ecc..)"
    Vi servirà per evitare "sbandamenti" in corso d'opera.
    Soprattutto cercate di non confondere il configuratore commerciale con il configuratore tecnico.
  2. Meglio soli che mal accompagnati: Ovvero, scegliete bene il partner tecnologico. Non sempre chi si occupa di sviluppare siti web (o software su commessa), è anche in grado di affrontare progetti di configurazione o ne ha le competenze.
    La stessa logica potete applicarla anche sulle aree di competenza: non sempre chi ha realizzato configuratori tecnici è in grado di soluzionare configuratori commerciali (anzi, il rischio di finire fuori tema è molto piu' elevato).
  3. Per poco si ottiene poco: Diffidate dei preventivi troppo bassi. Nessuno regala nulla, e sviluppare una soluzione di configurazione costa e necessità di professionalità di alto livello.
    Chi vi presenta un preventivo troppo basso (spero ne abbiate chiesto piu' di uno), forse non ha capito cosa gli avete chiesto.
    Lo stesso concetto applicatelo anche se avete deciso di svilupparvelo internamente. La professionalità non si improvvisa mai, men che meno in questi casi.
    Fatto "dentro" (svilupparlo internamente) o "fuori" cambia poco, in termini di costi.
  4. Non sottovalutate la piattaforma tecnologica: Se il vostro configuratore deve andare in mano al grande pubblico, la piattaforma tecnologica utilizzata è fondamentale.
    Chi pensate utilizzi una soluzione che richiede l'installazione di un plug-in poco diffuso?
    E non sottovalutate mai antivirus e suite di protezione che i vostri utenti avranno installato sulle loro macchine (firewall compresi).
  5. Una coperta corta lascia sempre qualche spiffero: Lo so, implementare una soluzione di configurazione costa! Ma non lasciatevi trasportare troppo dagli impulsi atavici del risparmio. In questo caso è facile commettere alcuni errori "mortali" (per il progetto).
    E' possibile lasciarsi "ingolosire" dalle chimere di chi, spingendo il proprio ERP, cercherà di proporvi soluzioni "integrate" (non sempre faranno al caso vostro).
    Inoltre, non vi annoierò con lunghi sproloqui sul budget... ci siamo capiti :)
  6. Non barate: Cambiare le carte in tavola equivale a barare, giusto? Beh, voi non fatelo se tenete alla buona salute del vostro progetto di configurazione. Mi rifaccio alla prima regola: "Chiarite gli obiettivi". Se la vostra intenzione è quella di far venire l'esaurimento nervoso al team di sviluppo, incrementare notevolmente i costi e dilungare i tempi, allora vi consiglio di inserire nuove funzionalità in corso d'opera (magari facendole passare per interpretazioni delle specifiche di progetto già redatte). Ricordate: se siete voi a pagare, il team vi ascolterà (soprattutto se manca un project manager), ma vi state scavando la fossa ;)
Vi viene in mente qualche altra "regola d'oro"? Aggiungetele al post con un commento.

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