mercoledì 30 luglio 2008

Configuratore Open Source: un sogno impossibile?

Come gia detto piu' volte, il termine "configuratore" racchiude in se una serie di concetti tra loro molto differenti.
Ecco perchè quando parliano di "configuratore" dovremmo specificare anche se intendiamo tecnico o commerciale.
Sono due mondi completamente separati, con caratteristiche nettamente differenti, obiettivi contrastanti e target di utenza incompatibili (anche se continuo a vedere che molti produttori sono i primi a fare confusione).
Un po' come cane e gatto, il tecnico ed il commerciale non perdono occasione per mettere in evidenza i loro differenti punti di vista.
Apro questa parentesi, perchè in questo post parleremo esclusivamente di "Configuratore Commerciale".
Se ancora non avete ben chiara la distinzione tra i due sistemi di configurazione, continuate a seguirmi e avemo modo di riparlarne.

Questa mattina, tuttavia, mi sono svegliato con questa domanda: E' possibile realizzare un sistema di configurazione commerciale come prodotto Open Source?
Ho cercato un po' su internet e devo dire che non sono riuscito a trovare nulla di rilevante.
Me lo aspettavo, siamo in una nicchia. Ciò non toglie che il mercato non richieda una soluzione di questo tipo (anzi, se vi interessa non esitate a commentare questo post: è così che partono i progetti aperti).

Piu' ci penso e piu' mi convinco che sia possibile. Sai com'è quando hai qualcosa che ti ronza nella testa ma non riesci ancora bene a focalizzare?
Allora ho cominciato a chiedermi quali caratteristiche avrebbe dovuto avere questo ipotetico "configuratore di prodotto commerciale" Open Source.
  • Fruibile: Deve essere facilmente raggiungibile dagli utenti, sempre ed ovunque. Non deve richiedere installazione di software sulla macchina client.
  • Rich: Deve disporre di un'interfaccia semplice ma ricca di funzionalità. Dopotutto stiamo parlando di una piattaforma orizzontale per la configurazione di prodotti.
  • Integrabile: Dovrebbe poter comunicare con altre soluzioni software, come ERP o CRM. Trattandosi di un configuratore commerciale, sarà un prodotto "sponsorizzato" dalle imprese verso i loro clienti, che si innesta quindi in una importante fase del cliclo attivo. Credo quindi che la possibilità di comunicare con altre applicazioni, o addirittura di poter essere integrato o di integrare soluzioni esistenti siano caratteristiche importanti.
  • Personalizzabile: E flessibile. Ogni prodotto ha le sue caratteristiche e peculiarità, perciò non sarà rara la necessità di integrare il flusso di lavoro del processo di configurazione con "plug-in" personalizzati.
Cos'altro richiedereste al vostro configuratore commerciale ideale?

venerdì 18 luglio 2008

Configuratore ispirato...

Stavo cercando un esempio da proporvi per chiarire il concetto di Configuratore costruito per gli utenti.

Allora ho aperto del.icio.us (una delle mie fonti di ispirazione preferite) ed ho cominciato a navigare i tags degli utenti.
Scopro che molti utenti hanno usato "inspiration" come tag per divesi siti veramente eccezionali (potenza della folksonomy).

Ed ecco arrivare la soluzione: un configuratore di stati d'animo.
Il configuratore appartiene a Getty Images, un sito di vendita di immagini e librerie audio a tema.

E' un ottimo esempio di configuratore costruito per gli utenti, e non per il prodotto.
Gli autori hanno adottato un punto di vista in soggettiva, mettendosi nei panni dei loro clienti.
Cosa cercano i loro clienti tipo? Ispirazione. E l'ispirazione è legata agli stati d'animo.
Ed ecco un configuratore di stati d'animo. Impostate i parametri e godetevi lo spettacolo.

Se poi le immagini che avrete visto ed i suoni che avrete udito vi saranno piaciuti, potrete acquistarli.
Avete notato che al centro di tutto ci siete voi, con i vostri stati d'animo, alla ricerca di un'ispirazione? Il prodotto (foto e immagini) sono in secondo piano, sono scontati.

Credo sia un bellissimo esempio, non solo di configuratore, ma anche di creatività e pensiero divergente.

sabato 12 luglio 2008

Configuratore 2.0: Oltre la punta del nostro naso...

Nell'era del Web 2.0 e dell'Enterprise 2.0, non posso resistere alla tentazione di reinterpretare anche il "configuratore" secondo lo stesso paradigma: la collaborazione con gli utenti.

Si tratta di "allargare" i nostri orizzonti, passare da una visione di tipo "short-sight" ad una "long-sight".
Ora, pensando al configuratore come ad uno strumento "product-centered", avete lo stesso punto di vista del passero nella foto. Anche indossando gli occhiali, la sua visione si limita ad un "orizzonte di prossimità" (short-sight).

Invece, vi invito a seguirmi in un processo di rivisitazione del concetto di "configurazione".
Provate ad immaginare un configuratore "user-centered".
Se state pensando che lo scopo di un configuratore sia "configurare un prodotto", vi state sbagliando di grosso: il vero scopo è dare "risposta" ad una "domanda", e la configurazione del prodotto è la logica conseguenza.
Ciò che fa un configuratore è dialogare col vostro cliente.
E' il cliente ad essere al centro dell'attenzione, i suoi desideri, non il vostro prodotto.

Solo i configuratori tecnici si devono preoccupare esclusivamente del prodotto. I configuratori commerciali, invece, devono dedicare tutta la loro attenzione alle richieste del cliente (esattamente come farebbe un buon venditore).

"Dialogare" con il cliente significa anche ascoltare, raccogliere le richieste del cliente o dell'utente del nostro configuratore.
E' l'utente a guidare il vostro configuratore (e non sempre l'utente è il cliente stesso, può essere un agente, un rivenditore o un collaboratore), il vero protagonista.
Se avete un configuratore, e l'avete pensato partendo dal prodotto, probabilmente non stà lavorando come vi sareste aspettati.
Come capire se il configuratore è pensato sul prodotto e non sugli utenti?
Semplice, se gli utenti trovano il configuratore troppo complesso, allora è stato pensato "attorno" al prodotto.

Se avete pensato il configuratore attorno al vostro target di utenza, allora avete compiuto il primo passo verso il duepuntozero. Ma siamo sollo all'inizio.
Pensate se gli utenti del vostro configuratore potessero commentare e "taggare" le loro configurazioni, condividendole con altri utenti. Voi scoprireste diversi punti di vista del vostro prodotto, ed i vostri utenti avrebbero a disposizione tutta una serie di soluzioni già sperimentate (risposte alle loro domande).

Si tratta prorpio di avvicinare il configuratore commerciale al concetto di community. Oserei quasi dire che il concetto di configuratore sembra nascere proprio per servire "comunità di pratica". Gruppi di persone (esperte e meno esperte) che hanno gli stessi interessi di pratica (solitamente Funzionari Tecnico-Commerciali) e che vedono nel configuratore un valido strumento di risoluzione di problematiche ben definite ed un insostituibile sistema di accrescimento culturale.

Se un vostro Funzionario Tecnico-Commerciale particolarmente ingegnoso dovesse adottare una particolare configurazione per la risoluzione di una problematica sottopostagli da un cliente, pensate non sabebbe felice di mostrare ad altri il proprio operato? E pensate che i suoi colleghi non sarebbero felici di scoprire che esiste una soluzione per quel determinato problema?

Condivisione e valorizzazione delle soluzioni di configurazione sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano il Configuratore 2.0.
E' fuori dubbio che il configuratore vi aiuti a ridistribuire il know-how (tecnico e commerciale) alla vostra rete di utilizzatori, ma fino ad ora non vi eravate mai neppure chiesti se potesse in qualche modo contribuire anche alla crescita ed all'innovazione.
La risposta è sì, può farlo se lo sposate alla filosofia del Web 2.0.

giovedì 10 luglio 2008

Configuratore Commerciale: le 6 regole d'oro

Il Configuratore Commerciale è lo strumento che utilizziamo come ausilio alla vendita.
Un configuratore commerciale deve supportare la rete vendita o il cliente.
Troviamo configuratori commerciali un po' ovunque nella grande distribuzione, sui totem informativi ma soprattutto su internet.

Se state pensando di investire in un configuratore commerciale, allora tenete presente alcune regole che mi sono state dettate dall'esperienza.

  1. Chiarite gli obiettivi: Sembra un consiglio inutile, vero? Concordo, ma non sottovalutatelo. Provate a mettere nero su bianco cosa vi aspettate dal configuratore. Es.: "Produrre un preventivo completo di tutte le informazioni commerciali (prezzo, sconto, trasporto, montaggio). Inviare il preventivo all'ufficio commerciale ed al cliente via e-mail..... (ecc..)"
    Vi servirà per evitare "sbandamenti" in corso d'opera.
    Soprattutto cercate di non confondere il configuratore commerciale con il configuratore tecnico.
  2. Meglio soli che mal accompagnati: Ovvero, scegliete bene il partner tecnologico. Non sempre chi si occupa di sviluppare siti web (o software su commessa), è anche in grado di affrontare progetti di configurazione o ne ha le competenze.
    La stessa logica potete applicarla anche sulle aree di competenza: non sempre chi ha realizzato configuratori tecnici è in grado di soluzionare configuratori commerciali (anzi, il rischio di finire fuori tema è molto piu' elevato).
  3. Per poco si ottiene poco: Diffidate dei preventivi troppo bassi. Nessuno regala nulla, e sviluppare una soluzione di configurazione costa e necessità di professionalità di alto livello.
    Chi vi presenta un preventivo troppo basso (spero ne abbiate chiesto piu' di uno), forse non ha capito cosa gli avete chiesto.
    Lo stesso concetto applicatelo anche se avete deciso di svilupparvelo internamente. La professionalità non si improvvisa mai, men che meno in questi casi.
    Fatto "dentro" (svilupparlo internamente) o "fuori" cambia poco, in termini di costi.
  4. Non sottovalutate la piattaforma tecnologica: Se il vostro configuratore deve andare in mano al grande pubblico, la piattaforma tecnologica utilizzata è fondamentale.
    Chi pensate utilizzi una soluzione che richiede l'installazione di un plug-in poco diffuso?
    E non sottovalutate mai antivirus e suite di protezione che i vostri utenti avranno installato sulle loro macchine (firewall compresi).
  5. Una coperta corta lascia sempre qualche spiffero: Lo so, implementare una soluzione di configurazione costa! Ma non lasciatevi trasportare troppo dagli impulsi atavici del risparmio. In questo caso è facile commettere alcuni errori "mortali" (per il progetto).
    E' possibile lasciarsi "ingolosire" dalle chimere di chi, spingendo il proprio ERP, cercherà di proporvi soluzioni "integrate" (non sempre faranno al caso vostro).
    Inoltre, non vi annoierò con lunghi sproloqui sul budget... ci siamo capiti :)
  6. Non barate: Cambiare le carte in tavola equivale a barare, giusto? Beh, voi non fatelo se tenete alla buona salute del vostro progetto di configurazione. Mi rifaccio alla prima regola: "Chiarite gli obiettivi". Se la vostra intenzione è quella di far venire l'esaurimento nervoso al team di sviluppo, incrementare notevolmente i costi e dilungare i tempi, allora vi consiglio di inserire nuove funzionalità in corso d'opera (magari facendole passare per interpretazioni delle specifiche di progetto già redatte). Ricordate: se siete voi a pagare, il team vi ascolterà (soprattutto se manca un project manager), ma vi state scavando la fossa ;)
Vi viene in mente qualche altra "regola d'oro"? Aggiungetele al post con un commento.

Configuratore: Tecnico VS Commerciale

Esistono diverse concezioni del processo di configurazione e diverse macro-tipologie funzionali di configuratore.

Ciò che in genere vediamo del processo di configurazione di un prodotto, è solo la punta di un iceberg che nasconde una notevole complessità tecnica e funzionale.
Non sempre, da un'analisi superficiale siamo in grado di capire che cosa stia realmente facendo il nostro configuratore e quali meccanismi operino "dietro le quinte".

Senza dilungarci troppo in sofismi, potremmo generalizzare dicendo che il configuratore può essere diviso in due famiglie ben distinte:

  • Configuratore Tecnico
  • Configuratore Commerciale

La contrapposizione tra Tecnico, da una parte, e Commerciale, dall'altra, descrive due tipologie funzionali nettamente distinte, due esigenze eterogenee e spesso incompatibili.

Due schieramenti che, in azienda, hanno visioni molto differenti del medesimo prodotto o manufatto (ciò che deve essere configurato).

Ricerca e Sviluppo vs. Marketing

Ufficio Tecnico contro Ufficio Commerciale?
Naturalmente la domanda è retorica e volutamente provocatoria, per consentirmi di mettere in evidenza due domini della conoscenza sostanzalmente differenti.

La configurazione tecnica, infatti, deve tenere in considerazione problematiche progettuali e di assemblaggio, "misurare" con estrema precisione tutte le variazioni dimensionali e la validità di vincoli e dipendenze: deve dirci se e come si può fare.

La configurazione commerciale ha tutt'altra prospettiva. I calcoli sono di tipo commerciale e coinvolgono piu' il listino che la Distinta Base (B.o.M): deve dirci quanto costa e in quali varianti.

Benchè il prodotto sia lo stesso, la prospettiva di chi lo progetta quasi mai sposa la visione di chi lo vende. Per lo meno ci si trova di fronte a due punti di vista e due esigenze nettamente differenti.

Ecco perchè ho voluto creare una dicotomia ben distinta tra configuratore tecnico e configuratore commerciale.
Molto spesso, infatti, gli insuccessi nell'implementazione di un configuratore derivano proprio dal non aver ben capito questo concetto così basilare: Non esiste un solo processo di configurazione che possa risolvere simultameamente problematiche tecniche e commerciali. Occorre sempre considerare i due processi come due aree ben distinte.

venerdì 4 luglio 2008

Come scegliere un configuratore. Chi ben comincia....


Non importa che voi siate il committente o il consulente incaricato del progetto, quando vi troverete ad affrontare un progetto di configurazione la domanda che dovete porvi è sempre la stessa: Di quale prodotto ho bisogno?
Sia che si tratti di dover effettuare una software selection, sia che si tratti di dover realizzare un prodotto ad hoc, il miglior punto di partenza è sempre l'analisi delle funzionalità e dei requisiti.
Detta così sembra un'ovvietà, ma non sempre lo è.
Non sempre, infatti, dedichiamo risorse ed energie sufficienti alla stesura di chiari obiettivi di progetto.

Un punto di partenza potrebbe essere una scheda di valutazione, che ci aiuti a capire in quale direzione sia meglio procedere.
L'idea è quella di definire una metodologia da poter applicare, nella fase iniziale, ad ogni progetto di configurazione e che contribuisca a farci capire meglio in quale direzione dovremo muoverci.

Iniziamo, innanzi tutto, col definire le due macro aree che caratterizzano "il configuratore", e le rispettive sotto categorie:

  1. Area Funzionale:
    • Tecnico [T]
    • Commerciale [C]
  2. Area Tecnologica
    • Web (Browser) [W]
    • Stand alone (Client Proprietario) [X]
Tecnico-Commerciale da una parte e Web-Client dall'altra, sono i quattro poli di ogni progetto di configurazione. Certamente non sono gli unici punti degni di nota, ma sicuramente sono un buon punto di partenza.

La scheda

Iniziamo col rispondere a queste semplici domande.

  • [T*1.15] Devo configurare una Distinta Base (B.o.M.)?
  • [T] Devo fornire schede di lavorazione? (taglio, assemblaggio,..)
  • [T] Devo generare documentazione gestionale? (Erp)
  • [C,W] Sarà usato dai miei clienti?
  • [C] Sarà usato dalla mia rete vendita?
  • [T] Sarà usato da personale tecnico interno?
  • [T,W] Sarà usato da personale tecnico esterno?
  • [C] L'utilizzatore potrà personalizzarlo con i propri dati?
  • [C,X] Voglio avere la possibilità di aggiungere prodotti a piacimento?
  • [T,C,X] Voglio la possibilità di modifica autonomamente le regole ed i vincoli delle procedure di configurazione?
  • [C,X] Deve contenere listini personalizzati o personalizzabili?
  • [C] Deve gestire un'anagrafica contatti?
  • [C] Deve gestire dei documenti? (Ordini, Preventivi)
  • [C] Deve gestire delle scadenze?
  • [W] Deve essere aggiornabile in tempo reale?
  • [X] Deve funzionare anche in assenza di rete?

Nel rispondere a queste domande, assegnate un valore da 0 a 10 all'importanza della domanda.
Es. "Devo configurare una Distinta Base (B.o.M.)" = 0; significa che il mio configuratore non gestirà alcuna Distinta Base (B.oM).

Leggenda dei [TAG]

T = Tecnico
C = Commerciale
W = Web (Browser)
X = Custom (In genere richiede un client proprietario)

Come calcolare i punteggi

I punteggi vanno attribuiti ai TAG. Ogni TAG ha un valore relativo dato dalla somma dei punti ottenuti su ogni singola domanda, ed un valore assoluto calcolato moltiplicando il numero di volte in cui il TAG compare nelle domande (es. [T] compare 6 volte) per il valore massimo attribuibile, cioè 10 (se usiamo una scala di valutazione che va da 0 a 10). Perciò, se T compare 6 volte, il suo valore assoluto sarà 60.
Naturalmente piu' TAG possono coesistere su una singola domanda: ad ogni TAG va attribuito il punteggio pieno assegnato alla domanda di riferimento (es: se coesistono [T,C,X] e la domanda vale 6 punti, ad ogni singolo TAG andrà attribuito il punteggio pieno di 6 punti, cioè T=6, C=6, X=6).

Gestione dei pesi: i moltiplicatori di valore

Può succedere che alcune domande abbiano maggior rilevanza di altre per un particolare TAG.
In questo caso possiamo dire che quel particolare TAG "pesa" maggiormente di altri in quel particolare contesto.
Per non perdere questa importante sfumatura, possiamo affiancare al TAG un moltiplicatore (es: [T*1.05] assegna un +5% al TAG T).

Numero e qualità delle domande

Ogni project manager può creare un proprio set di domande, oppure può seguire il processo inverso. Cioè, partendo dalle specifiche del progetto, stendere una lista di caratteristiche che dovrebbero essere rispettate dal sistema di configurazione. Una volta stesa la lista, sarà sufficiente assegnare i TAG ed i valori ad ogni specifica della nostra lista.

Conclusione ed esempi

Col punteggio ed i TAG assegnati, avrete un'idea di quale direzione prendere per realizzare (o farvi realizzare) il configuratore dei vostri sogni.

Esempio: Scheda 1

Ma non finisce certo qui, siamo solo all'inizio....

Configuratori commerciali (Esempio 1)



Ecco il classico configuratore commerciale.
E' studiato per un utilizzo da parte di un utente non tecnico, quindi dotato di un'interfaccia grafica molto semplice e pulita.
Potete provarlo sul sito della casa madre.


Nonostante la sua semplicità, lo strumento ci consente di fare alcune riflessioni importanti:
  • La tecnologia. E' stato utilizzato Adobe Flash, quindi una tecnologia presente su quasi tutti i personal computer. Questa non è cosa da sottovalutare se stiamo pensando di realizzare uno strumento che debba essere fruibile da un pubblico non tecnico.
    Pensate cosa accadrebbe se aveste investito tempo e denaro in uno strumento che, per l'utilizzo, richiede un plug-in non presente sul PC del vostro ipotetico cliente.
    Siete sicuri che il vostro utilizzatore sia sufficientemente motivato per installarlo?
    E se anche lo fosse, siete proprio sicuri che ci riesca, o che non abbia installato un qualche sistema di protezione antirus o firewall che voglia dire la sua? Beh, vi garantisco che anche la procedura di installazione piu' semplice può riservare brutte sorprese.
  • L'interfaccia utente. E' funzionale, essenziale ed elegante. Il vostro configuratore parla di voi e vi deve rappresentare nel miglior modo possibile.
    Quando progettiamo l'interfaccia di un configuratore, dobbiamo tenere in considerazione il target di utenza.
    Utente non professionale: Anche se la tentazione di arricchire il nostro configuratore di funzionalità fantascientifiche è molto forte, a volte risulta piu' saggio ridurre al minimo le opzioni di interfaccia e gli effetti speciali, sacrificando così alcune opzioni a tutto vantaggio di una maggior semplicità di utilizzo ed immediatezza.
    Un' utenza non professionale, che non conosca a fondo il vostro prodotto, non sempre è disposta ad investire tempo per apprendere funzionalità complesse e non sempre è in grado di farlo.
    Troppi pulsanti da spingere, troppi messaggi da leggere, creano un "movimento" ed una complessità che potrebbe disturbare il vostro utente ed indurlo ad abbandonare un'attività che stà diventando frustrante.
    Per un utenza non professionale, il configuratore deve essere uno strumento in grado di condurci per mano alla scoperta del prodotto, e non un test sulle proprie conoscenze informatiche.
    Un'interfaccia troppo ricca e complessa sortirebbe lo stesso effetto di un commesso saccente ed impertinente.
    Utente professionale: Sono in genere i vostri rivenditori, gli agenti o una nicchia di utenti particolarmente esperti ed esigenti. In questo caso qualche opzione in piu' non guasta, ma sempre tenendo in considerazione l'utilizzo che si deve fare dello strumento ed il contesto in cui l'utilizzatore si trova ad operare.
    Pensate se il vostro utente professionale si trovasse ad operare in un punto vendita aperto al pubblico. Le esigenze funzionali e le aspettative di utilizzo sarebbero molto differenti da quelle di un utilizzatore che si trovasse ad operare nel proprio ufficio e col solo scopo di inviarvi un ordine.
    Chi opera a contatto con il pubblico, ha la necessità di poter disporre di un valido ed affidabile strumento di vendita che lo aiuti ad illustrare al cliente il vostro prodotto (molto importante l'aspetto grafico), che rispecchi a pieno le potenzialità del prodotto valorizzandone tutte le caratteristiche di personalizzazione (funzionalità ed opzioni di configurazione "avanzate"), che venga incontro alle esigenze commerciali del punto vendita (gestione contatti, possibilità di personalizzare il preventivo, gestire fascie di sconti, ecc..).
    Diversamente, chi utilizza il configuratore per un' attività esclusivamente B2B, richiederà allo strumento funzionalità nettamente differenti.
Concludento, questo breve esempio ci fa capire che allestire un configuratore commerciale (contrapposto al configuratore tecnico, di cui parleremo in seguito) non è cosa da lasciare al caso o da affidare all'improvvisazione. Anzi, richiede la collaborazione di una struttura specializzata ed un'attenta analisi che dovrà coinvolgere in primis il responsabile marketing e gli operatori addetti all'utilizzo.
Affidereste la realizzazione del vostro sito di e-commerce ad una struttura informatica che si occupa di tutt'altro? Sarebbe come andare dall'ortopedico a farsi curare il mal di denti.

Configuratori di prodotto (Parte 1)

Con questo post diamo inizio ad una serie di articoli dedicati ai configuratori di prodotto.
Potete seguirli anche sulle mie googlepages, nella sezione dedicata ai configuratori di prodotto.

Prologo

Il termine "Configuratore" dice tutto ma non definisce nulla.
In genere è un termine di cui il marketing abusa con grande piacere, perchè ormai è entrato nel vocabolario di quasi tutti gli imprenditori che si trovino a dover produrre, preventivare e vendere (o anche solo vendere) un prodotto "personalizzabile", che sia un'assicurazione, una porta, una scala, una finestra, un personal computer o altro.

In realtà, il termine "Configuratore" racchiude concetti come progettazione, ciclo di produzione, listino di vendita, "user-friendly", cliente, web, erp, regole, vincoli, dipendenze, espressioni, ecc.. ecc..
Provate a sviluppare una mappa di ognuno di questi concetti: vi si aprirà un piccolo universo di connessioni e peculiarità.

In questi anni ho avuto il piacere di seguire progetti di "configurazione" di ogni genere, e credetemi quando vi dico che una scala non è poi così diversa da una porta, da un personal computer o da una polizza assicurativa.

Ciò che differenzia un prodotto "configurabile" da un altro sono le regole, i vincoli e le dipendenze dei parametri di configurazione (o caratteristiche, come le chiama SAP/R3).

Ciò che differenzia un software di configurazione da un'altro, non è invece così irrilevante.
Volete capire meglio quale chimera si nasconde dietro al vostro configuratore? o quello che vi è stato appena offerto? come scegliere il prodotto giusto? come integrarlo al vostro sistema informativo? volete sviluppare una soluzione di configurazione personalizzata? avete mille dubbi e mille domande?
Allora abbiate la pazienza di continuare a seguirmi..

Hello World

Credo che il "mercato dei configuratori" sia poco chiaro e pieno di trabocchetti per chi ci si avventura senza una guida all'altezza.
Non sempre, però, le insidie vengono dall'esterno.
Molto spesso è proprio il fatto che, chi si avventura nella giungla della configurazione, non ha le idee chiare su dove voglia arrivare, e si perde.
Smarrire la strada è facile, ma con la giusta preparazione diventa facile anche raggiungere i propri obiettivi.

Questo blog nasce con lo scopo di aiutare chi, con qualche dubbio, si stà addentrando nei meandri della "configurazione".
Cercherò di stimolare la riflessione sui concetti che guidano il processo di configurazione e di fornirvi gli strumenti per riconoscere i trabocchetti.

Dite la vostra!
Ma vorrei fare di piu', vorrei coinvolgervi.
Vorrei, nel pieno spirito del Web 2.0, condividere con voi dubbi e opinioni, idee ed esperienze.
Vi invito perciò a partecipare, commentando i post, o scrivendone di vostri.
Sì, se volete diventare co-autori di questo blog potete farlo contattandomi all'indirizzo angelo.geminiani[chiocciola]gmail.com (cambiate il [chiocciola] con @);)
oppure commentate questo post.